Rifondazione per la Sinistra - Caserta

Questo è il blog di Rifondazione per la Sinistra della provincia di Caserta.
Rifondazione per la Sinistra è un’area programmatica, politica e culturale di sinistra.
Nasce dal documento “Manifesto per la Rifondazione” presentato al 7° congresso di Rifondazione Comunista e con prima firma Nichi Vendola.
Ha l’ambizione di raccogliere al suo interno persone e soggetti provenienti da differenti organizzazioni e diversi percorsi politici.
Ha come obiettivo l’avvio di un processo costituente di un nuovo soggetto politico della sinistra.

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domenica 9 novembre 2008

Nasce «Per la sinistra». Niente scissione


da Liberazione dell'8.11.08. Di Angela Mauro

"A Ferrero dico: prendi fiato, fermatevi un attimo, non diamo spazio a dinamiche nevrotiche. Stiamo decidendo un ennesimo episodio di guerra intestina? Non voglio questo. Il mio è un appello sincero". Come previsto, la conferenza stampa di presentazione del documento "Costruire la sinistra: il tempo è adesso" e di lancio della nuova associazione "Per la sinistra" non è l'annuncio della scissione della minoranza vendoliana (47 per cento al congresso di Chianciano) da Rifondazione. Anzi. Dopo il battage degli ultimi giorni sulla stampa, Nichi Vendola cerca di spegnere i fuochi interni al partito. Lo sa, il governatore della Puglia, che rispetto alla Sinistra Democratica di Claudio Fava e agli altri promotori dell'associazione che mira alla costituzione di un nuovo soggetto politico di sinistra, la sua area è meno libera di agire, con una gamba tesa verso la nuova avventura e l'altra legata al partito guidato dalla maggioranza di Paolo Ferrero. Eppure Vendola non dà fuoco alle polveri. "Non abbiamo bisogno di scissioni ma di allargarci, farci contaminare dai segnali di cambiamento che ci circondano". A cominciare dalle mobilitazioni studentesche, per finire all'effetto Obama, "che è sotto gli occhi di tutti: ha debellato il leader della destra mondiale, Bush". Dunque, con Ferrero e la sua maggioranza che al congresso ha deciso di presentarsi alle europee del 2009 con il simbolo di Rifondazione comunista (falce e martello compresi) l'interlocuzione è ancora ferma alla fase del "rilancio unitario". E' la "nostra proposta - dice Vendola - un cartello elettorale che metta insieme tutti i pezzi della sinistra", consentendo a ognuno di "mantenere la libertà della propria prospettiva strategica".
Tutti i pezzi della sinistra, a partire dai promotori della nuova associazione: Sd, una parte dei Verdi (all'iniziativa di ieri c'è il solo Paolo Cento), una del Pdci (l'area di Katia Belillo e l'astronauta europarlamentare Umberto Guidoni, presente ieri), intellettuali e pezzi di società civile (tra i firmatari del documento Moni Ovadia, Alberto Asor Rosa, Maria Rosa Cutrufelli, Giorgio Parisi, Simonetta Salacone, Marcello Cini, Wilma Labate, Luciano Gallino, Margherita Hack, Mario Tronti). E nonostante la risposta negativa già pronunciata da Ferrero, resta da parte dei vendoliani la richiesta di un congresso straordinario: «Quello di luglio - insiste Vendola - è stato il congresso sulla sconfitta. Siamo stati asfaltati, ma in questi mesi sopra ci hanno camminato migliaia di piedi, gli studenti, i metalmeccanici che scenderanno in piazza il 12. E' stato un congresso nella notte. Ora la nottata è passata: c'è l'alba. Dico a Ferrero: ci vogliamo sintonizzare?».
Al di là di come finiscano le beghe interne di Rifondazione, gli altri vanno avanti. Lancia in resta, Sd si è tuffata a capofitto nella nuova impresa. Il leader Fava ha pure respinto al mittente l'invito di Walter Veltroni a candidarsi nel Pd. Per ragioni politiche. E non parla di "cartelli elettorali", il successore di Mussi. Obiettivo: un nuovo soggetto di sinistra. «Se si trattasse solo di elezioni, ci saremmo seduti davanti a un notaio a comporre le liste». Il punto è il processo. Che va affrontato con «umiltà e generosità», le parole d'ordine del movimento ex-diessino. Specifica Fava che nella nuova associazione «non ci sono padroni di casa e non ci sono ospiti». Si decide insieme. «Pratiche democratiche e soggetti nuovi», precisa Vendola. Anche la forma sarà decisa insieme agli iscritti dell'associazione (le tessere non sono ancora pronte ma ci saranno). «Il nuovo soggetto lo costruiamo con una consultazione di massa allargata», spiega la femminista Maria Luisa Boccia. «Primarie delle idee a gennaio», chiarisce Paolo Cento. Guidoni: «Non vogliamo fare l'ennesimo partito, nè rimettere in piedi i cocci dell'Arcobaleno: vogliamo gettare le basi per la sinistra del XXI secolo». Intanto, il primo appuntamento in vista è quello del 13 dicembre: assemblea nazionale della nuova associazione a Roma. E certo non sfugge ai vendoliani che proprio per quello stesso giorno la maggioranza del partito ha convocato il comitato politico nazionale del Prc. Sgambetto? Sospiri. «Riprendiamo fiato».
Quello servirà di sicuro. Comunque. Punto di caduta non esclusivo ma ineludibile (dicono tutti), l'avventura di una lista unitaria (se così sarà, se non sarà un cartello tipo Arcobaleno) per le europee richiede tanta e lunga lena. Ti spiegano da Sd, che se - come sembra - si andasse a votare con l'attuale legge elettorale, la lista unitaria di sinistra, con evidentemente nuovo nome e simbolo, sarebbe l'unica del panorama politico italiano a dover raccogliere le firme per correre, in quanto priva di parlamentari eletti a Roma o a Strasburgo. Non contano i singoli, tipo Fava, europarlamentare eletto con "Uniti nell'Ulivo". A meno che non si voglia correre con il nome e simbolo del vecchio alberello prodiano. Scherzi a parte, le firme da raccogliere sono tante: dalle 30mila alle 35mila per ogni circoscrizione elettorale, delle quali il 10 per cento va rastrellato in ogni singola regione, stessa percentuale indipendente dalla popolazione in Piemonte come in Molise. Un problema che invece non si pone per Rifondazione o per i Verdi o per il Pdci, dovessero presentarsi con lo stesso simbolo della scorsa tornata.
La cosa non spaventa. "Il tempo è adesso", insistono dalla nuova associazione che inevitabilmente guarda ad un rapporto di interlocuzione con il Pd. Da sinistra, s'intende, e più verso D'Alema che Veltroni. Con il leader di ItalianiEuropei c'è per esempio sintonia di giudizi sull'era Berlusconi. «Oggi assistiamo alla prima crepa seria del berlusconismo - dice Vendola - una crepa non ricucibile. Noi non dobbiamo cavalcare la tigre delle mobilitazioni, ma lavorare ad una sinistra contaminata da esse. Lo spazio c'è».

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