Rifondazione per la Sinistra - Caserta

Questo è il blog di Rifondazione per la Sinistra della provincia di Caserta.
Rifondazione per la Sinistra è un’area programmatica, politica e culturale di sinistra.
Nasce dal documento “Manifesto per la Rifondazione” presentato al 7° congresso di Rifondazione Comunista e con prima firma Nichi Vendola.
Ha l’ambizione di raccogliere al suo interno persone e soggetti provenienti da differenti organizzazioni e diversi percorsi politici.
Ha come obiettivo l’avvio di un processo costituente di un nuovo soggetto politico della sinistra.

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venerdì 3 ottobre 2008

DALLA PARTE DEI GIORNALISTI DE “L’ESPRESSO”. SENZA SE E SENZA MA.

Ordine del giorno approvato all'unanimità dal Comitato Politico della Federazione PRC di Caserta presentato dai compagni dell'area "Rifondazione per la Sinistra"

Il comitato politico provinciale della federazione del PRC di Caserta, nell’ esprimere la propria convinta solidarietà al comitato di redazione del settimanale “l’Espresso” ed in particolare ai giornalisti Gianluca Di Feo e Emiliano Fittipaldi, autori di due importanti inchieste pubblicate sul settimanale in questione l’11 ed il 18 settembre 2008 dal titolo “così ho avvelenato napoli” e “e il boss disse: date a Cesaro”, non può che condannare fermamente e sottolineare con riprovazione e preoccupazione le due consecutive perquisizioni della Guardia di finanza cui la redazione del settimanale è stata sottoposta nell’arco delle due settimane immediatamente successive alle pubblicazioni in questione.

E’ un fatto grave. E’ grave il tentativo chiaramente intimidatorio perpetrato ai danni di giornalisti che, mettendo continuamente a rischio la propria sicurezza personale, ripercorrono con dovizia di particolari, attraverso le dichiarazioni del pentito Vassallo, trame ed intrecci di collusioni fra esponenti politici di primo piano del governo in carica e clan camorristici della nostra zona nell’ambito del problema che da circa un decennio, con cicliche ed utili emergenze, affligge le nostre terre, lo smaltimento illegale dei rifiuti.

Si dibatte, spesso, di come si possano e si debbano tutelare le indagini più delicate in corso senza rischiare di comprometterle, e con esse di come si possa e si debba difendere la dignità pubblica e privata delle persone in esse a vario titolo coinvolte; di come spesso, dinanzi a notizie, indagini, inchieste che sembrano fotografare, mettere finalmente in luce ciò che quotidianamente vediamo e viviamo, ciò che tutti sanno e che non si ha la forza di denunciare, diventi davvero difficile ricordare il principio fondante del garantismo, quello della presunzione di innocenza fino a prova contraria; di come si stabilisca, e della liceità dello stesso stabilire, la sottile linea di confine che separa il sacrosanto ed irrinunciabile diritto alla libertà di stampa da queste esigenze; di come infine si possa e si debba tutelare il giornalismo d’inchiesta. Sono, questi, problemi seri che meritano riflessioni ed approfondimenti che si dipanino con tempi ed in luoghi appropriati. Oggi vogliamo esprimere con forza la nostra riprovazione, la nostra sincera preoccupazione rispetto all’ennesimo segnale del costante processo di indebolimento dei principi democratici più elementari alla base del vivere civile. Vogliamo sottolineare il sospetto susseguirsi temporale di avvenimenti che, come minuscoli pezzi di un immenso puzzle, vanno a comporre, neanche troppo lentamente, quello che sembra sempre di più diventare un disegno complessivo. Quel circolo vizioso che vede la fiducia nella politica ridotta ai minimi termini, ed una parte vasta della stessa classe politica di conseguenza impegnata da un lato nella pericolosa opera di delegittimazione tout court della giustizia, dall’altro in un parallelo ed altrettanto pericoloso tentativo di recupero di tale fiducia attraverso operazioni populiste e di facciata (vedi la militarizzazione delle città, strumentalmente adoperata perfino in occasione di episodi gravi come le ultime vicende di Castel Volturno).

Dobbiamo dire con forza che non ci stiamo. Dobbiamo dire con forza che chi scrive di camorra va difeso e non perquisito ed intimidito. Dobbiamo dire con forza che la lotta alla camorra si fa investendo ingenti risorse in attività investigative, non certo usando strumentalmente l’esercito, immolando vite sull’altare della ricerca spasmodica del consenso.

Il silenzio va rotto. Subito. Ci dichiariamo per questo sin da subito pronti a costruire insieme ai sindacati, ai lavoratori della carta stampata e delle emittenti tv, alle associazioni che da tanto si occupano e sono sensibili ai temi in questione, un percorso comune che, nel rispetto e nell’autonomia dei ruoli, porti, in tempi brevi, anche qui, nella nostra provincia, ad una mobilitazione di massa, ad una grande manifestazione in difesa della dignità di quei lavoratori impegnati, anche e soprattutto nella nostra terra, nel quotidiano e difficile lavoro di raccontare la difficile realtà che ci circonda.

Il comitato politico federale di Caserta, approvando il sovraesposto odg, ne dispone la diffusione, oltre naturalmente che alla redazione del settimanale “l’espresso”, a tutti gli organi di stampa locali e nazionali, emittenti radio e tv, nonché la necessaria messa in rete e diffusione via internet.


CASERTA 01/10/08 - approvato all'unanimità

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