Rifondazione per la Sinistra - Caserta

Questo è il blog di Rifondazione per la Sinistra della provincia di Caserta.
Rifondazione per la Sinistra è un’area programmatica, politica e culturale di sinistra.
Nasce dal documento “Manifesto per la Rifondazione” presentato al 7° congresso di Rifondazione Comunista e con prima firma Nichi Vendola.
Ha l’ambizione di raccogliere al suo interno persone e soggetti provenienti da differenti organizzazioni e diversi percorsi politici.
Ha come obiettivo l’avvio di un processo costituente di un nuovo soggetto politico della sinistra.

scriveteci all'indirizzo casertapervendola@gmail.it

giovedì 9 ottobre 2008

"Comunismo, parola indicibile" 2

Due espressioni che amo: comunismo e questione morale
di Imma Barbarossa

Con tutta la solidarietà che ho già espresso nei confronti della redazione di Liberazione in questo difficile momento, devo dire che gli articoli dei suoi notisti politici riescono quasi sempre a stupirmi. Oggi quello di Stefano Bocconetti. Non so se Liberazione ci crederà, ma prima di tutto si tratta del tono da "spettatore" e da gossip con cui vengono affrontati argomenti oggettivamente complessi, quasi che i cronisti politici, che riferiscono di riunioni della direzione o di aspetti della linea politica del partito, fossero dei curiosi della strada che si affacciano a guardare con sguardo da entomologi i movimenti di strani animali.
Questioni di metodo a parte (ognuno scrive come vuole o quello che vuole), vorrei fare alcune considerazioni di merito rispetto all'articolo citato: si tratta di due parti distinte, l'una che riferisce un'affermazione di Fausto Bertinotti contenuta in un'intervista a Bruno Vespa sul comunismo come "parola indicibile", e la seconda che si addentra nella descrizione di due linee dentro il Prc. Per quanto riguarda il comunismo che da "tendenza culturale" è diventato "parola indicibile", si riporta come esempio di indicibilità il fatto che se si dice a uno per strada "io sono comunista" si va incontro a una totale incomprensione. Beh, innanzitutto vorrei sommessamente osservare che qui si fa del cattivo realismo nel fare in maniera perentoria e "assoluta" l'esempio dell'uomo di strada; inoltre - per citare il buon Gramsci - occorre certo partire dal senso comune, ma per interrogarlo criticamente e trarne elementi di analisi che ci aiutino a cambiarlo e a costruire un "nuovo senso comune".
Ad ogni buon conto, la mia esperienza di donna di strada mi dice il contrario: il tassista napoletano che mi accompagnava in Piazza del Gesù, nel vedere da lontano alcuni manifesti mi chiedeva con interesse: «'cca' è 'rrobba e' comunisti?». Per non parlare dei poliziotti di Bolzaneto che nell'insultare ragazze e ragazzi del movimento usavano i termini «puttana, frocio, comunista di merda». Molti conoscono il significato della parola comunista persino come alternativa di società, non si spiegherebbero altrimenti gli insulti e le botte che vengono tuttora dai fascisti. D'altra parte come dimenticare l'uso populistico e reazionario da parte di Berlusconi quando vuole parlare dei suoi oppositori alle viscere e all'immaginario del cosiddetto popolo di centrodestra?
Ma andiamo alla seconda parte e alla decifrazione delle due line, quella della costruzione della costituente di sinistra che sarebbe in atto, aperta e innovativa e l'altra che oggi da identitaria e catacombale starebbe assumendo caratteri populistici e correrebbe verso l'Italia dei Valori, anzi addirittura verso «la cultura e le idee del dipietrismo». Tutto perché la direzione del partito ha deciso di raccogliere le firme per un referendum contro l'infame legge Alfano che vanifica il contenuto di quell'importantissimo art. 3 della nostra carta costituzionale.
Ora, essendo io un po'avanti negli anni e nella militanza politica, mi sento riportata alla fine degli anni 70 quando Craxi e i suoi colonnelli accusavano Enrico Berlinguer (qualcuno se lo ricorda?) di moralismo e di fondamentalismo perché aveva posto al centro della politica dei comunisti nientemeno che la questione morale come grande questione teorica e politica. Critiche socialiste che si insinuarono anche nella cosiddetta destra del Pci, quella delle compatibilità con il sistema esistente, quella del cattivo realismo, appunto. Ora, al di là delle caricature che ne sono state date, la questione morale di Berlinguer - che la sinistra dovrebbe riprendere nelle sue mani - intendeva andare dritto al cuore di quell'intreccio perverso tra partiti e istituzioni che, fondatosi nel sistema di potere democristiano, si era poi esteso a quello craxiano-democristiano. Per inciso, si deve dire che tale intreccio, deformato e ridotto a partitocrazia, fu oggetto di critiche da parte di coloro che già da allora puntavano a costruire la premessa della cosiddetta "II Repubblica".
La sfida di Berlinguer fu travolta da questa critica di destra. Dunque si tratta di una grande sfida, quella di riprendere la bandiera della questione morale e connetterla alle grandi questioni sociali e civili, liberandole dal giustizialismo dipietrista.
Avrei fatto volentieri a meno di commentare l'articolo di Bocconetti, l'ho fatto per i lettori e le lettrici di Liberazione , che forse vanno rispettati un po' di più, attraverso la cura della complessità dei problemi e dei processi. A volte la semplificazione, fosse pure condotta in nome di un'asettica autonomia professionale, non è immune dal rischio della mistificazione.
In ogni caso, io mi permetto di esercitare il mio diritto di critica come modesta lettrice.

Nessun commento: